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La terrazza della casa al tramonto, con la città sotto.

Fuori città

Salire sull'Etna in giornata

Da Catania si va e si torna in mezza giornata. Ma la montagna ha due versanti, tre modi di salire e una regola che non ammette eccezioni: si parte la mattina.

3 min di lettura

Tutte le uscite

L'Etna si vede da quasi tutta Catania. Sta lì, in fondo alle strade che salgono verso nord, e cambia colore ogni ora del giorno. La prima domanda di chi arriva è quasi sempre la stessa: si può salire in giornata?

Sì. Con un po' di organizzazione si parte dopo colazione e si torna per cena. Ma bisogna scegliere il versante, e la scelta cambia completamente la gita.

Due versanti, due montagne

Il versante sud — Rifugio Sapienza (1.910 m). È il più frequentato e il più semplice da raggiungere: si arriva in auto o con l'autobus di linea che parte da Catania la mattina e torna nel pomeriggio. Da lì parte la funivia, e sopra la funivia i fuoristrada con la guida arrivano attorno ai 2.900 metri. Ai Crateri Silvestri, che stanno subito accanto al piazzale, si cammina anche senza salire più in alto: sono coni spenti del 1892, e danno l'idea.

Il versante nord — Piano Provenzana (1.800 m). Più lontano, più boscoso, molto meno affollato. Ci si arriva solo in auto, passando da Linguaglossa. È il versante di chi vuole camminare fra le pinete e vedere le colate del 2002 senza fare la fila.

Se è la prima volta e si ha mezza giornata, il sud. Se si ha una giornata intera, un'auto e voglia di silenzio, il nord.

La quota si sente. A 3.000 metri, a maggio, ci possono essere dieci gradi in meno e vento. Nessuno lo dice abbastanza.

Come si sale, in concreto

  • Fino ai 1.900 m: in autonomia, in auto o in autobus. Nessuna guida, nessun equipaggiamento particolare.
  • Fino ai 2.500 m circa: con la funivia, e poi a piedi sui sentieri segnati attorno alla stazione a monte.
  • Oltre i 2.900 m: solo con guide alpine e vulcanologiche autorizzate. Non è una formalità: la zona sommitale è area regolamentata e le condizioni cambiano di giorno in giorno.

Le escursioni al tramonto sono le più belle e le più fredde. Se si sceglie quella, si torna a Catania tardi: vale la pena mettere in conto una cena leggera al rientro invece di prenotare un tavolo alle nove.

Cosa portare, anche a luglio

Scarpe chiuse con la suola scolpita — la sabbia vulcanica entra dappertutto e taglia. Una felpa e una giacca a vento, sempre. Occhiali da sole e crema solare: sopra i 2.000 metri il sole picchia in un altro modo. Acqua più di quella che sembra necessaria. Un buff o una sciarpa leggera per la polvere.

Quello che non serve: i ramponi, tranne d'inverno e con la neve, e in quel caso li fornisce la guida.

Quando andare

Da maggio a ottobre la salita è quasi sempre possibile. Luglio e agosto sono i mesi più affollati e più caldi in basso, ma in quota si sta bene. Settembre e ottobre sono i mesi migliori in assoluto: aria tersa, poca gente, e la luce che a quell'altitudine diventa un'altra cosa.

D'inverno l'Etna è una stazione sciistica, con gli impianti a Nicolosi e a Linguaglossa. Chi non scia può comunque salire, ma la giornata va costruita diversamente.

Prima di partire, una verifica

Le condizioni della montagna cambiano: chiusure temporanee, attività eruttiva, vento forte in quota. Il bollettino dell'INGV di Catania e i siti degli impianti dicono ogni mattina qual è la situazione reale. Un controllo di due minuti, la sera prima, evita un viaggio di un'ora e mezza per trovare la funivia ferma.